Il matematico visionario
Se la religione è definita come un sistema di idee che contiene enunciati indimostrabili, allora Godel ci ha insegnato che la matematica è una religione. Anzi, è l'unica religione che può dimostrare di esserlo. [John Barrow]

chi sono
Utente: Godeliano
Vedo rette parallele che si incontrano, vedo gli spazi di qualunque dimensione. Vedo il terzo non più escluso, vedo il futuro attraverso le formule. Vedo ciò che un uomo normale non potrà mai vedere, ma non sono speciale nè pazzo. Sono un visionario...


amo...
-la francese
-quando ride Mariarosaria
-gli acrostici
-splinder [paraculo mode on]
-il jazz!
-le imitazioni di Bollani
-fare sorprese
-la dimostrazione di Godel
-viaggiare
-prendermi in giro (ma non troppo)
-le mie visioni
-suonare il pianoforte
-tenere gli occhi chiusi

...e odio
-la strafottenza
-il traffico
-l'heavy metal
-l'auto in riserva
-non aver nulla da fare
-le confidenze scomode
-quelli che spettegolano
-visitare il centro commerciale
-la fila alla mensa
-la disconnessione improvvisa
-non ricevere la risposta
-chi nega l'evidenza

tagoard




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Il matematico visionario

giovedì, 10 settembre 2009
 

Qualsiasi studente, nell'ora di Fisica può provare con esperimenti l'esattezza di un'ipotesi scientifica. L'uomo, invece, vivendo una sola vita, non ha alcuna possibilità di verificare un' ipotesi mediante un esperimento, e perciò non saprà mai se avrebbe dovuto o no dare ascolto al proprio sentimento.

Milan Kundera



Con questo, forse cade tutta quella sicurezza che mi sento addosso da un po' di tempo. Rileggendo questa frase, dopo tante esperiente, mi accorgo di quanto a volte io possa peccare di presunzione. Pretendo troppo. Pretendo di aver fatto la scelta giusta. Sempre. Sono ancora convinto di aver abbandonato la mediocrità e il banale per la ricerca di un'elevazione intellettuale, di una miglioria delle frequentazioni. Sono ancora convinto di aver deciso giustamente di non dar retta a tutto quel sentimento. Resto convinto che abbandonare quelle persone, quelle falsità, sia stata la sceta giusta. Ma poi il mio pensiero percorre territori proibiti. Si lascia andare per un po' alla fantasia di aver accettato quel grande compromesso, facendomi immaginare un futuro diverso, non così nero come l'ho immaginato in principio. Ma è appunto un'immagine, che mutua non solo dalla razionale previsione degli eventi, ma anche dalle mie speranze. E lo spettro del possibile si confonde con quello delle illusioni. E allora capisco che Kundera ha ragione. Che ciò che vedo adesso non è il risultato di un esperimento, ma del mio mondo. Del mio mondo fantastico.



Perciò non mi resta che proseguire, dimenticando tutta questa storia. Pulire anche la mente, oltre che gli occhi, da quelle persone. E proseguire con quella stessa presunzione che ha scatenato quei dubbi. Con la presunzione, stavolta, che aver dubitato significa aver a suo tempo fatto una scelta sensata, non solo dettata dal sentimento di rabbia che col passare dei giorni va sempre più scemando. Con la presunzione che se pure le cose fossero andate meglio, queste sarebbero sempre state temporanee, o peggio ancora piene di quella mediocrità che ora con orgoglio sto ripudiando.


Ma credo che dovrei lasciar perdere, perchè sto ricominciando a viaggiare col pensiero...

Asserito da Godeliano |alle ore 19:43 | 
domenica, 06 settembre 2009
 

  1. Io non esisto
  2. Se pure esistessi non avrei un blog
  3. Se pure avessi un blog non scriverei questo intervento
  4. Se pure scrivessi questo intervento non ci metterei un elenco numerato
  5. Se pure ci fosse un elenco numerato questo non sarebbe più lungo di 4 elementi
  6. Se vi fosse un quinto elemento ciò che vi sarebbe scritto sarebbe vero
  7. Se vi fosse anche un sesto elemento ciò che vi sarebbe scritto sarebbe falso
  8. Se il punto 7 è vero allora questo elemento non è il penultimo della lista
  9. Questa lista non finisce con questo elemento
Bertrand Russell mi fa un baffo

Asserito da Godeliano |alle ore 15:21 | 
lunedì, 31 agosto 2009
 

Nelle partite di scacchi ufficiali, quelle valevoli per il proprio rating, ogni giocatore è tenuto a scrivere la partita che sta giocando su un formulario. Si tratta di una specie di verbale su cui si annota l'andamento della partita, il risultato, i nomi dei giocatori, ecc. A partita terminata i due formulari sono firmati da entrambi i contendenti e consegnati alla commissione arbitrale.
All'ultimo turno del torneo di Porto San Giorgio mi è accaduto un fatto simpatico.
Giocavo la mia partita serenamente e il mio avversario, spesso distratto, mi chiedeva continuamente il formulario per controllare che ciò che scrivesse sul suo fosse corretto. Dopo l'ennesima richiesta, mi ha guardato sorridente ed abbiamo avuto questa conversazione.

Avversario: Devi sapere che io... sai quanti anni ho?
Godeliano: No, mi dica.
Avversario: Ne ho ottantotto.
Godeliano: Quattro volte la mia età...
Avversario: Come dici? Quanti anni hai?
Godeliano: Ne ho ventidue.
Avversario: Per quattro? Vuoi dire che io ho quattro volte la tua età?
Godeliano: Esattamente

Gli scacchi, a quanto pare, non hanno età.

Asserito da Godeliano |alle ore 22:20 | 
lunedì, 27 luglio 2009
 

Ebbene sì. Si chiude anche quest'anno lavorativo. E nel migliore dei modi possibili. Con l'ennesimo voto alto che questa laurea specialistica mi sta regalando. Un anno intenso. Pieno di emozioni, sensazioni, conquiste e sconfitte. Pieno di alti e bassi e di crescita. Maturazione intellettuale, universitaria, di vita. Ho imparato tante cose, ma veramente tante. Ma non mi piace fare bilanci. Quelli li lascio ai nostalgici, a coloro che non sanno non guardare al passato alla ricerca di sè stessi e di un nuovo futuro. Il futuro ce lo costruiamo solo a partire dal presente. E come al solito sto giocando con passato, presente e futuro. Ma non importa. Ormai lo sapete benissimo che gioco a farmi domande a cui non esiste risposta, a sollevare questioni tanto inutili nella pratica quanto paradossalmente affascinanti e piene di contenuti nella forma dell'intelletto. Almeno per me. E come concludere, allora, se non lasciandovi e lasciando questo blog con un quesito scacchistico di quelli tosti? Di quelli tanto inutili nella pratica quanto paradossalmente affascinanti e pieni di contenuti nella forma dell'intelletto?

Quesito scacchisticoGodeliano muove e vince

Asserito da Godeliano |alle ore 22:10 | 
sabato, 25 luglio 2009
 

Ma se assumiamo che il contrario di molto sia poco, e che il contrario di intelligente sia scemo (si può fare?), allora come dovremmo fare la negazione di molto intelligente?

Poco scemo?
oppure dovremmo negare solo molto? Poco intelligente
oppure dovremmo negare intelligente?
Molto scemo.

Mi direte che dobbiamo fare una sola negazione, ovvio!
Ovvio? E perchè? Perchè due negazioni valgono come affermare!
E allora stando a questo, dire che uno è molto intelligente equivale a dire che è poco scemo?
E poi quale delle due negazioni dovrei fare? Una vale l'altra? Quindi anche poco intelligente e molto scemo significano la stessa cosa?

E potrei continuare a farmi domande così all'infinito. Cioè, non proprio all'infinito... ma senza fermarmi.
No... aspettate non va bene nemmeno così...
Diciamo che potrei scegliere arbitrariamente grande il momento in cui fermarmi con tutte queste domande.

Sì, vabbè... ho parlato troppo e troppo inutilmente. Ecco forse qui siamo d'accordo che avrei potuto dire anche poco utilmente. Cioè non proprio tutti, io non sarei d'accordo in effetti. Ho scritto
poco  per negare troppo. E se provo a negare poco allora? Dovrei usare troppo o molto?

Scusate lo sclero. La verità è che dover studiare ancora di 25 Luglio non è proprio piacevole. Piacevole sarebbe non studiare di 25 Luglio.

Ok torno a studiare allora. Anche se potrei aprire un altro post sul concetto di torno, visto che prima non stavo studiando...

Asserito da Godeliano |alle ore 12:45 | 
martedì, 21 luglio 2009
 

La prima volta non si scorda mai. Soprattutto se avviene in compagnia di due ragazze...
Ma prima di continuare vorrei rassicurare i censori del web, che sicuramente hanno male interpretato l'incipit di questo intervento (d'altra parte l'ho scritto ambiguo apposta per poter fare questa digressione linguistca). Non si tratta di un intervento pornografico, in cui intendo decantare le mie doti virili. Si tratta di un omaggio alle due ragazze con cui oggi, per la prima volta, ho sostenuto un esame con esito il massimo possibile: 30 e lode. Eh già. Per quanto possa sembrare strano, il vostro caro Godeliano, che tutti ritengono (non si sa perché) un genio indiscusso della matematica, non aveva mai ottenuto questo risultato ad un esame. Ma oggi invece, è stato diverso. Cosa c'entrano le due ragazze? Beh. L'esame consisteva nella stesura di un elaborato su un argomento a scelta di teoria degli insiemi. Si aveva la possibilità di lavorare in gruppo ed io, vecchio marpione, ho rimorchiato le due belle per questo lavoro. Si tratta di ragazze speciali. Intelligenti, simpatiche, grandi lavoratrici, con cui mi ci sono trovato in una sintonia speciale. Non posso lasciar passare inosservati questi momenti di studio così sereni e allegri in loro compagnia. Così eccomi qui a non scordare la mia prima volta con loro, che spero non sia anche l'ultima. E nel ringraziarle al mio solito modo, non posso non dimenticare la parolina scherzosa con cui mi sono permesso di definirle durante la nostra collaborazione. Grazie ancora ragazze!

Sinergiche
Opere
Consentirono
Indimenticabile
Esito

Asserito da Godeliano |alle ore 22:11 | 
giovedì, 16 luglio 2009
 

Le mie battute spesso sono pesanti e irriverenti. Ma quella volta in macchina con le mie amiche mi superai.

Eravamo all'università. Appena finiti i corsi. Sono un tipo generoso e non manco di offrire un passaggio agli amici (e solo a quelli!). Così feci anche quel giorno. Le mie amiche dovevano prendere il treno e mi offrii di accompagnarle alla stazione. Salendo in macchina le due ragazze furono prese da una strana sensazione.

Amica1: Hei Godelià! Ma che ci hai messo in questa macchina? Entrando si sente proprio un profumo di mare!
Amica2: Hai ragione! Questo è proprio odore di mare! Ma che ci hai messo il deodorante all'acqua salata?
Godeliano: Nessun deodorante. Questo odore si sente perchè ogni tanto faccio salire in macchina due cozze che vanno alla stazione.

Asserito da Godeliano |alle ore 15:58 | 
martedì, 14 luglio 2009
 




Anche se questo blog non si è mai espresso politicamente e ritiene di non essere a "rischio" censura dalla nuova proposta di legge, si sente in dovere di partecipare allo sciopero dei blogger per protestare contro questo decreto.

Asserito da Godeliano |alle ore 16:51 | 
domenica, 12 luglio 2009
 

Credo che non manchi molto tempo al momento in cui i miei parenti decideranno di linciarmi...

L'altro giorno ero in macchina con mia nonna. L'accompagnavo a casa. Chissà come siamo finiti a parlare di autostop e più in generale di persone sconosciute che ti chiedono un passaggio per andare da qualche parte. Mia nonna aveva la sua teoria.

Nonna di Godeliano: Mi raccomando, Godeliano. Non dare mai passaggi agli sconosciuti eh! Non ti fidare di nessuno!
Godeliano: Tranquilla nonna, non sono proprio il tipo che fa cose del genere.
Nonna di Godeliano: Bravo, bravo. Soprattutto non ti fidare delle donne. Quelle se ne approfittano sempre. Ti fanno l'occhiolino, magari sono un po' avvenenti e ti fanno credere chissà cosa. Poi come tu abbassi la guardia ne approffittano per rubarti tutto, pure la macchina a volte!
Godeliano: Hai ragione nonna!
Nonna di Godeliano: E poi stai attento pure alle persone anziane. Quelle fanno finta di essere deboli e indifese. Di solito poi hanno sempre un complice che come tu abbassi la guardi ne approfitta per derubarti completamente. Mi raccomando, non dare mai passaggi in macchina neanche alle persone anziane!
Godeliano: Ricapitoliamo nonna. Quindi io non dovrei mai dare passaggi alle donne anziane?
Nonna di Godeliano: ...
Godeliano: Scendi dalla macchina!

Asserito da Godeliano |alle ore 12:40 | 
martedì, 07 luglio 2009
 

Negli ultimi giorni Laura mi "accusa" di essere troppo razionale nelle cose che faccio e che dico. Io rispondo di no... ma in effetti, leggendo questo blog (e non solo questo blog) credo che Laura abbia maledettamente ragione. Troppi ragionamenti, troppi giri di parole, troppe seghe mentali sono state espresse ultimamente in queste pagine. E vabbè sto ancora mantenendo questo stile razionaloide, sembro un vecchio scrittore, arrivato alle ultime pagine di un suo romanzo, che commenta quello che ha appena scritto. Forse sono troppo Kundera e troppo poco Fabio Volo. Però ho voglia di crescere e di migliorare. E per farlo mi serve un grande gesto istintivo, illogico, sentito. Forse troppo plateale, ma vedremo...
Ad ogni modo mi va anche di recuperare la mia vecchia passione troppo tempo tenuta nel cassetto della mia fantasia linguistica. Allora con questo intervento dichiaro le mie buone intenzioni di agire un po' più di quanto parlo senza mai fare niente. Spero sia cosa gradita per...

Lentamente
Affannosamente
Ufficialmente
Razionalità
Abbandono

Asserito da Godeliano |alle ore 11:47 | 
domenica, 05 luglio 2009
 

Rapinatore: Mani in alto!
Godeliano: Ho alzato le mani...
Rapinatore: Scommetto che nel taschino della giacca hai un portafoglio pieno di soldi. Dammelo!
Godeliano: Hai vinto la scommessa, eccotelo
Rapinatore: Scommetto che nella tasca destra del jeans hai un cellulare. Dammelo!
Godeliano: Hai vinto la scommessa, eccotelo
Rapinatore: Scommetto che in quella borsa hai un computer portatile. Dammela!
Godeliano: Hai vinto la scommessa, eccotela
Rapinatore: Scommetto che quelle che hai in mano sono le chiavi dell'auto. Dammele!
Godeliano: Hai vinto la scommessa, eccotele
Rapinatore: Hai visto quante scommesse vinco?
Godeliano: Ecco appunto. Allora al posto di fare il rapinatore perchè non scommetti ai cavalli? Datti all'ippica!

Asserito da Godeliano |alle ore 19:46 | 
venerdì, 03 luglio 2009
 

Oggi ho ricevuto un'altra fantastica email dall'ormai famoso quanto scassacavoli Team di Windows Live Messenger. L'intestazione in oggetto era la seguente.

Condividere i tuoi ricordi è diventato ancora più facile


AIUTO

Asserito da Godeliano |alle ore 22:08 | 
giovedì, 02 luglio 2009
 

Questo post per qualcuno arriva un po' in ritardo e sicuramente disattenderà le aspettative di profondità che erano state promesse. Spero si riesca a leggere tra le righe...


Godeliano: Stamattina mi sono meravigliato non poco, sai? Il prof. a lezione ha detto "una cazzata"
Interlocutore: Beh? Di cosa ti meravigli? Solo perchè è un professore secondo te non può dire cazzate quando spiega?
Godeliano: No no, non hai capito. Oggi ha detto proprio "una cazzata"!
Interlocutore: Intendi dire che l'ha detta proprio grossa? Succede a tutti, eh. Lui non è immune dalla stanchezza, non è un alieno e capita anche a lui la giornata un po' storta.
Godeliano: Ma cosa stai dicendo?! Quello è un professore e sta di fronte ad un pubblico di studenti. Non può dire "una cazzata"!
Interlocutore: Ma ti sto dicendo che non l'ha fatto apposta! A chi di noi piacerebbe dire cazzate?
Godeliano: Ohhhhh ma non ci capiamo! Oggi il professore ha detto, apri virgolette, una cazzata, chiudi virgolette!



Chiedo scusa a tutti per aver scritto in questo intervento "una cazzata" e una cazzata.

Asserito da Godeliano |alle ore 11:59 | 
lunedì, 29 giugno 2009
 

Principio di corrispondenza: per ognuno che guarda esiste qualcosa da guardare

Ricordate il mio esperimento sociale?
Ieri mi sono dato ad un po' di pulizia di tutte le schifezze che nel tempo ho accumulato su Facebook. Ho elminato dal mio profilo tutte le applicazioni inutili (compresi tutti i test cretini che ho fatto), tutte le pagine di cui ero diventato fan (ma proprio tutte!) e mi sono auto-espulso da quasi tutti i gruppi di cui facevo parte. Tre quarti d'ora di pura goduria cancellatoria. Ci provo gusto, ormai, a nascondere tutto. A stuzzicare le domande di chi, con irriverente indiscrezione e indiscreta irriverenza mi rivolge domande dirette e/o indirette sul mio privato. Ci provo gusto quando, dovendo rispondere a coloro che gli affari propri, proprio non sanno farseli, inarco le labbra a formare una mezza luna con la concavità verso l'alto e con sorriso beffardo e sadico rispondo con un secco "non ti rispondo".
E ripensando a tutto questo mi sono ricordato di uno degli episodi che riguardano quell'esperimento. Mi riferisco ad una ragazza che, forse scherzando (ma scherzando in quei modi in cui capisci che in realtà ciò che dice lo pensa veramente) si lamenta della mia riservatezza informatica.

Amica: Godelià scusa ma che ci stai a fare su Facebook se poi non vuoi far sapere i tuoi cacchi in giro? Quel sito è stato fatto apposta per quello! E' proprio contraddittorio che ci sei iscritto, non ti pare?
Godeliano: Non è contradditorio per niente. Io su Facebook non ci sto per darvi la possibilità di farvi i cacchi miei. Io su Facebook ci sto per darmi la possibilità di farmi i cacchi vostri...


Principio inverso di corrispondenza: per ogni cosa da guardare esiste qualcuno che la guarda

Asserito da Godeliano |alle ore 12:50 | 
sabato, 27 giugno 2009
 

Un professore di matematica un po' burlone, un giorno decise di assegnare un compito insidioso ad uno dei suoi studenti abituato a trarre conclusioni sempre troppo affrettate.
Gli disse: "Elencami tutti i numeri che sono divisori del numero 60"
Lo studente cominciò:

60/1=60  quindi 1 è divisore di 60
60/2=30  quindi 2 è divisore di 60
60/3=20  quindi 3 è divisore di 60
60/4=15  quindi 4 è divisore di 60
60/5=12  quindi 5 è divisore di 60
60/6=10  quindi 6 è divisore di 60
Professore è inutile che continuo! Tutti i numeri sono divisori di 60


Se solo avesse fatto un passo in più, se solo avesse guardato un po' più lontano avrebbe incontrato il numero 7 che non è divisore di 60.


Una donna era seduta al bancone di un bar. Sola e triste, si lasciava andare in pensieri malinconici sorseggiando burbon. Era bellissima e gli uomini del locale la guardavano affascinati e un po' sognanti. Desideravano avvicinarla ma nessuno trovava il coraggio.
All'improvviso un uomo di bell'aspetto e ben vestito le si sedette accanto. La guardò, le sorrise e lei era un po' sorpresa. Lui la fissava ancora sorridente mentre cacciava dalla tasca i soldi del Burbon che pose al barman senza dire una sola parola. Nelle menti degli altri uomini volavano le maldicenze per costui che aveva anticipato le loro intenzioni. Poi accadde una cosa inaspettata. L'uomo si girò verso i suoi rivali e ancora con quel sorriso stampato sul volto si alzò dal bancone, salutò tutti alzando il cappello ed andò via.
Non aveva le intenzioni degli altri, nonostante la sua intraprendenza. Non voleva portarsi a letto la donna. Quell'uomo era diverso. Quell'uomo era un numero 7.

Asserito da Godeliano |alle ore 11:12 | 
martedì, 23 giugno 2009
 

Forse la vittima sacrificale (e sacrificata) preferita delle mie dissertazioni linguistiche è mia madre.

Godeliano: che poi non ho capito perchè i ragionieri delle aziende li chiamano contabili. Contabile è qualcosa che si può contare. Sono i soldi che sono contabili, i ragionieri li contano. Mica ci sono altre persone che contano i ragionieri?
Mamma di Godeliano: e allora come li dovremmo chiamare?
Godeliano: Contatori

Asserito da Godeliano |alle ore 15:12 | 
venerdì, 19 giugno 2009
 

Complimenti a GodThanatos che ha risolto il quesito scacchistico che ho proposto qualche giorno fa. Come promesso ecco il premio. Una poesia di Enzo Monti.

Lo scacchista

Lo sguardo assorto e intento e il volto teso
Per lo sforzo del pensier, che ogni cura
Volge a cercar la mossa piu' sicura
Che salvi il rege dal nemico offeso.

Lo scacchista e' sempre cosi' preso,
che ogni cosa sia attuale sia futura
Obblia e del caffe' entro le mura
Prigioniero dalla passion e' reso.

Nulla esiste per lui d'interessante
Che lo distolga, ma solo l'idea
E' il suo imperativo dominante.
La scacchiera e' l'unica sua dea,
Essa e' la sua donna e la sua amante,
Di gioia e di dolori arbitra e rea.

Asserito da Godeliano |alle ore 13:08 | 
lunedì, 15 giugno 2009
 

Muove e vinceIl bianco muove e vince

Semplice semplice. Un premio a chi lo risolve per primo

Asserito da Godeliano |alle ore 17:42 | 
sabato, 13 giugno 2009
 

Godeliano: E invece, sempre secondo te, cosa vuol dire quando una ragazza dice che dovrei essere meno pensatore e più istintivo? Che dovrei prendere di più l'iniziativa?
Coscienza di Godeliano: Tanto per cominciare non le piaci. E comunque significa che lei non vuole che tu parli con me.
Godeliano: Ehhh ma che razza di pessimista che sei!!! Io non piaccio mai a nessuna secondo te?
Coscienza di Godeliano: Se continui a parlare con me certo, non piacerai mai a nessuna.
Godeliano: Azz! E io che dovrei fare allora?
Coscienza di Godeliano: Questo non posso dirtelo. Non sono estranea a questa situazione e non posso darti pareri.
Godeliano: Ma che bell'aiuto eh! Stai cominciando a scocciarmi lo sai?
Coscienza di Godeliano: Lo so. Dove credi che viva secondo te?
Godeliano: ...

Asserito da Godeliano |alle ore 12:53 | 
martedì, 09 giugno 2009
 

Nel dipartimento di matematica e applicazioni della Federico Secondo di Napoli si aggira un dipendente pubblico la cui occupazione è quella di tenere in ordine le aule e i corridoi. Il suo compito non è facile. Gli studenti non sono proprio il massimo dell'igiene e dell'ordine e spesso ha giustamente da ridire sul loro comportamento (notasi l'uso appropriato del pronome di terza persona per gli studendi: il sottoscritto si dissocia completamente dalla descrizione di studente anti-igienico). Così, questo signore di tempra già piuttosto vulcanica, spesso sprigiona lamentele e urli in tutto il dipartimento, però a volte esagera e si arrabbia troppo e con le persone sbagliate, che si comportano sempre in modo corretto e rispettoso del suo lavoro. Il suo accento spiccatamente insulare gli è valso il soprannome di siciliano.

Ore 14:20. Gli studenti del corso di Crittografia sono in attesa del Professore per l'inizio della lezione fissata per le 14:30. Per ingannare l'attesa si sono procurati una scacchiera ed un orologio regolamentare e si intrattengono (sempre con un occhio all'orario) giocando qualche amichevole. Entra il siciliano in aula. Il dialogo.

Siciliano: Ma quante volte ve lo devo dire che in queste aule si studia!? Non dovete mettervi con la dama! Se entra il Professore e vi vede dice "Guardate sti beduini!". Avanti forza! Levate di mezzo sta cosa! Ma che ci fate qua dentro!
Godeliano: (seduto al posto del nero, mentre esegue distrattamente la mossa che determinerà la perdita di un pedone e conseguentemente la sconfitta contro un maestro Fide) Sorvoliamo sul fatto che questi sono scacchi e non dama. Tanto per cominciare un Professore non si permetterebbe di chiamarci beduini, e in secondo luogo anche Lei non è che sia proprio rispettoso del regolamento. Perchè non spegne quella sigaretta, visto che siamo in un'aula pubblica? Lo sa che può rischiare una multa così?
Siciliano: Ehi calma calma, giovanotto. Io non voglio offendere nessuno, non ti sarai mica offeso?
Godeliano: Non mi sono offeso, ci mancherebbe. Ma le consiglio di evitare questi epiteti. Qualcuno un po' più sensibile di me potrebbe offendersi.


Da quell'episodio Godeliano e il Siciliano vanno d'amore e d'accordo. Si salutano tutti i giorni e quando capita colgono l'occasione anche per prendersi in giro tra loro o con gli altri. A volte i chiarimenti a quanto pare possono servire a qualcosa.

Asserito da Godeliano |alle ore 20:28 |